di Rosamaria Fumarola

Spiace sottolinearlo ma il recente piano di pace in Medio Oriente non sembra rispondere ad alcune importanti questioni sul tavolo delle trattative, prima fra tutte il cessate il fuoco che Donald Trump avrebbe imposto a Netanyahu per consentire il rilascio degli ostaggi israeliani ed avviare il processo di pace. Supponiamo che Israele deponga le armi nel più breve tempo possibile. È prevedibile che Hamas consegni gli ostaggi, così come è prevedibile che finalmente ai gazawi sia consentito l’accesso al cibo, all’ acqua, ai farmaci. Resta insoluto il problema del diritto del popolo palestinese ad autodeterminarsi, che è poi la questione più degna di rilievo, nonché la più urgente, perché per un popolo disumanizzato, brutalizzato, privato di ogni cosa, i cui componenti esistono solo in una condizione di infinita sospensione tra la vita e la morte, ripercorrere e riconquistare la dignità ed i propri diritti non è impresa semplice.

Questa difficoltà è nota agli aguzzini dei gazawi, che non agevoleranno in alcun modo il già lento processo di emancipazione. Lo hanno dimostrato quando hanno gestito la distribuzione degli aiuti assieme agli americani e ne hanno fatto un’occasione ulteriore di sadico accanimento e persecuzione dei palestinesi, degno delle gesta più disumane dei nazisti nel ghetto di Varsavia.