C'è un prima e un dopo nella vita di Ilaria Salis. Insegnante e attivista prima, detenuta ed eurodeputata poi. È nell'inverno di due anni e mezzo fa a Budapest che la sua vicenda personale prende una piega inaspettata.
Salis viene fermata e presa in custodia insieme a due cittadini tedeschi, Tobias Edelhoff e Anna Christina Mehwald. È l'11 febbraio 2023. Tre giorni dopo scatta l'arresto. L'insegnante di Monza è nella capitale ungherese per partecipare a una manifestazione antifascista in occasione del Giorno dell'Onore che riunisce nostalgici del nazismo per celebrare le azioni militari delle SS contro l'Armata rossa.
Scoppiano tafferugli e Salis finisce tra i banchi degli imputati. L'attivista è accusata del pestaggio di tre cittadini ungheresi e tedeschi neonazisti.
"Associazione a delinquere e lesioni potenzialmente letali" le imputa la procura ungherese che chiede una pena monstre: 24 anni di reclusione, 11 in caso di patteggiamento. Secondo i referti medici però gli aggrediti avrebbero riportato ferite guaribili in pochi giorni.
L'incubo per Salis dura 15 mesi: l'insegnante viene reclusa in un carcere di massima sicurezza a Budapest in detenzione preventiva.












