BRUXELLES. Il futuro di Ilaria Salis è legato al comportamento dei franchi tiratori nel gruppo del Partito popolare europeo. Martedì 7 ottobre, all’ora di pranzo, il Parlamento Ue voterà la richiesta di revoca dell’immunità dell’eurodeputata italiana presentata dalle autorità ungheresi: in caso di via libera, l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra potrebbe essere processata a Budapest per le presunte aggressioni ad alcuni militanti neonazisti durante una manifestazione antifascista tenutasi nel febbraio 2023 a Budapest. I gruppi del centrosinistra – liberali, socialisti, verdi e sinistra – non hanno i numeri per raggiungere la maggioranza: al netto delle possibili assenze, servono circa una quarantina di defezioni tra le fila del Ppe, che però ha dato indicazione di votare per la revoca. Segui la diretta del voto a Strasburgo Il voto della commissione Affari Giuridici (Juri) sembrava aver rafforzato la posizione della deputata, ma la partita in aula resta apertissima. In teoria, la plenaria tende a confermare le decisioni della commissione. In questo caso, però, l’automatismo potrebbe saltare: il voto sarà segreto e gli equilibri sono incerti, dato che in commissione la richiesta era stata respinta per un solo voto (13 a 12) grazie a due franchi tiratori tra i gruppi di centrodestra, con ogni probabilità in quello del Ppe.
Ilaria Salis appesa ai franchi tiratori del Ppe, servono 40 voti per evitare il processo in Ungheria
Martedì il Parlamento europeo voterà sulla revoca dell’immunità. Salis rischia il processo a Budapest per presunte aggressioni a militanti neonazisti












