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Il radicalismo islamico non è una nostra invenzione, e a darci la conferma è l'ennesimo episodio accaduto in Italia. In provincia di Siena, la Digos della Questura di Firenze e la Stazione dei Carabinieri di Montepulciano (SI) hanno dato esecuzione alla misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Firenze nei confronti di un ragazzo tunisino di 15 anni, indagato per i reati di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e per porto di armi o oggetti atti a offendere.

Dall’attività degli investigatori dell’Antiterrorismo è emerso un quadro inquietante di un percorso di radicalizzazione del ragazzo attraverso il web. La forte attrazione per la tematica jihadista è emersa, in primis, dalle numerose ricerche da lui effettuate su web per informarsi sulla jihad, su vari tipi di armi, su come raggiungere la Siria e, perfino, su come costruire una bomba. Tutti aspetti che l'hanno reso facile esca di un’attività di indottrinamento e arruolamento fino a farlo arrivare a prestare giuramento all’organizzazione descritta dall’adescatore come "gruppo di musulmani provenienti da tutto il mondo che mirano a sostenere i nostri fratelli oppressi in Palestina, Siria, e persino i nostri fratelli uiguri in Cina". E per accelerare il processo di affiliazione e accreditarsi maggiormente all’interno del gruppo, si è reso lui stesso artefice di tentativi di arruolamento di altre persone. Nel cellulare del quindicenne sono stati trovati video in cui, con il volto coperto da un passamontagna, in nome di Allah, minaccia il compimento di gravi azioni di violenza contro i “miscredenti”, motivo per cui il G.I.P ha deciso per il l collocamento in comunità.