Arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Per questa ipotesi di reato è indagato un ragazzo di 15 anni, di nazionalità tunisina, nei confronti del quale il gip del tribunale di Firenze, su richiesta della procura minorile, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in istituto penale minorile, eseguita dagli agenti della polizia di Stato. Il minore, arrivato in Italia da poco più di tre anni, era già stato destinatario, nello scorso mese di ottobre, della misura del collocamento in comunità per la stessa ipotesi di reato. Il 23 marzo era stato ammesso dal gup al regime di messa alla prova, con la conseguente revoca della misura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, già dal giorno successivo alla revoca della precedente misura cautelare, avrebbe ripreso a interagire sui social con account riconducibili a soggetti affiliati alla galassia islamica estremista, usando profili associati a una nuova utenza intestata a lui. Su richiesta della Digos, la procura per i minorenni ha quindi disposto una nuova perquisizione, che ha portato al sequestro del cellulare in uso al quindicenne. Dall'analisi del dispositivo sarebbero emerse nuove interazioni con profili riconducibili all'estremismo islamista radicale. In alcuni messaggi, secondo quanto riferiscono gli investigatori, il minore si sarebbe detto «pronto ad agire», ricevendo indicazioni sulla tipologia di luogo da scegliere per compiere un'azione e mostrando interesse per la ricerca di armi.