Il ragazzo era già stato denunciato dall'antiterrorismo, finendo in una struttura protetta. Dalle chat e dai profili social, secondo gli inquirenti, si considerava ormai un membro del Daesh pronto a eseguire eventuali ordini di attacco
Arrivato in Italia da poco più di tre anni, a ottobre il minorenne era stato collocato in una comunità come misura cautelare per lo stesso reato. Subito dopo la revoca della misura, il ragazzo, originario della Tunisia, avrebbe però iniziato a interagire sui social con soggetti affiliati «ai rami più estremisti e radicali dello Stato Islamico», secondo quanto riportato dalla polizia.
La perquisizione e le indagini
La procuratrice della Procura dei Minori di Firenze Roberta Pieri ha emesso un nuovo decreto di perquisizione per consentire il sequestro del telefono del 15enne da parte della Sezione Antiterrorismo. Secondo gli investigatori, il ragazzo avrebbe scambiato diversi messaggi sulle piattaforme social Telegram e TikTok con profili riconducibili all’Islam estremista e radicale, dai quali avrebbe anche ricevuto istruzioni per scegliere un luogo dove compiere un’azione violenta e per procurarsi delle armi. Tra i luoghi menzionati c’è la provincia di Firenze e il Vaticano.










