HomeFirenzeCronacaMinorenne accusato di terrorismo, nelle chat con gli affiliati di Daesh la volontà di compiere stragi: “Era pronto ad agire”Il 15enne tunisino, in Italia da tre anni, era stato inserito in una comunità e successivamente sottoposto al regime di messa alla prova, ma non ha mai smesso di interagire con soggetti legati all’Islam radicaleIl giovane si diceva pronto a fare una strageRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 20 maggio 2026 – Nei messaggi che gli agenti dell’anti-terrorismo hanno trovato nel suo cellulare si diceva pronto ad agire. E dai suoi interlocutori aveva ricevuto indicazioni precise sulla tipologia di luogo da scegliere per mettere in pratica l’azione. Il protagonista è un ragazzo tunisino di appena 15 anni, arrestato dalla polizia di Firenze con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Il giovane si trova ora in custodia presso l'istituto penale minorile del capoluogo, per effetto di una misura emessa dal Gip del tribunale per i minorenni, Giuditta Merli, su richiesta del procuratore di Firenze, Roberta Pieri.

Accuse gravissime

Il 15enne si trova in Italia da tre anni e già nello scorso mese di ottobre, per la medesima fattispecie di reato, era stato inserito all’interno di una comunità. Nel marzo scorso era poi stato ammesso dal Gup al regime di messa alla prova, con conseguente revoca della misura alla quale era sottoposto. Tuttavia, grazie alla cooperazione di intelligence esercitata in seno al Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo con le agenzie di intelligence, la direzione centrale della polizia di prevenzione ha segnalato alla locale Digos di Firenze che il ragazzo, fin dal giorno seguente alla revoca della pregressa misura cautelare, attraverso profili social associati ad una nuova utenza a lui intestata, aveva nuovamente iniziato ad interagire con account social in uso a soggetti affiliati al Daesh.