Il minore era già stato destinatario di una misura cautelare nel 2025. L’ipotesi di reato è di arruolamento con finalità di terrorismo

Un’immagine vista dal 15enne tunisino

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Il lavoro delle squadre antiterrorismo nel nostro Paese è incessante e capillare, necessario per prevenire potenziali pericoli per la sicurezza nazionale. È grazie a questo lavoro che in queste ore a Firenze si è potuta compiere un’operazione che ha portato all’arresto di un minorenne, indagato per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Il 15enne tunisino si trova in Italia da circa 3 anni e già nello scorso mese di ottobre, per la medesima fattispecie di reato, è stato destinatario della misura cautelare del collocamento in comunità. In queste ore, su disposizione del tribunale per i minori, è stato affidato in custodia in Istituto penale minorile, a fronte dell’esito negativo della messa alla prova.La misura alternativa alla comunità è stata disposta per lui lo scorso marzo ma fin dal giorno successivo, come evidenziano gli investigatori, attraverso profili social associati ad una nuova utenza a lui intestata, ha nuovamente iniziato ad interagire con account social in uso a soggetti affiliati al Daesh. Le forze dell’ordine hanno monitorato attentamente la sua attività online in questi mesi, cercando di capire come si muovesse e quali fossero i suoi obiettivi, fino a quando nei giorni scorsi, su richiesta della Digos di Firenze, il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i Minorenni di Firenze ha emesso un nuovo decreto di perquisizione. Ciò che è emerso dall’attività del 15enne viene definito “inquietante” dagli investigatori, perché in alcuni messaggi il tunisino si è dichiarato pronto ad agire, ricevendo istruzioni dall’interlocutore sulla tipologia di luogo da scegliere per compiere l’azione e mostrandosi interessato alla ricerca di armi.