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Redazione Salute
All'origine del problema c'è il Clostridium botulinum, un batterio in grado di vivere sotto forma di spore (presenti nel suolo, nell'acqua e in vari alimenti, tra cui il miele). Queste, sfruttando l'immaturità della flora intestinale dei bambini piccoli, sono in grado di tornare alla forma vitale e produrre tossine
Il botulismo infantile, che ha colpito un bambino di sei mesi ricoverato al Policlinico di Bari, è un'intossicazione causata da una tossina prodotta da un batterio.
Il batterio responsabileAll'origine del problema c'è il Clostridium botulinum, batterio in grado di sopravvivere - sotto forma di spora - anche in ambienti sfavorevoli. Le spore del Clostridium, presenti nell'acqua, in alcuni alimenti (per esempio il miele) e nel suolo, possono raggiungere l'intestino per ingestione o inalazione: lì, sfruttando l'immaturità della flora intestinale dei piccoli (la malattia infatti colpisce solo bambini fino a un anno di età), sono in grado di germinare, ossia tornare alla forma vitale. A quel punto il batterio riprende a produrre la sua tossina (detta tossina botulinica), che viene assorbita e si diffonde nell'organismo attraverso il sangue provocando i segni tipici del botulismo, ovvero il blocco della trasmissione degli impulsi dai nervi ai muscoli (paralisi flaccida simmetrica).








