Caricamento player
Lunedì pomeriggio sono cominciati i nuovi negoziati indiretti tra Israele e Hamas per la fine della guerra nella Striscia di Gaza. I negoziati si stanno tenendo a Sharm el Sheikh, in Egitto, sulla base del piano proposto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sostenuto da Israele e accettato in parte anche da Hamas. Restano diverse condizioni da chiarire: anzitutto quelle per il rilascio degli ostaggi, nonostante la fretta mostrata da Trump di arrivare a un accordo.
In questa prima fase, che non si sa ancora quanto durerà, i negoziati sono indiretti nel senso che Hamas e Israele non si parlano direttamente, ma riferiscono le loro richieste ai paesi che stanno mediando le trattative: Stati Uniti, Egitto e Qatar (è stata la formula prevalente anche dei negoziati tra Russia e Ucraina, che però ne hanno fatti anche di diretti inconcludenti).
Il capo della delegazione israeliana è il ministro agli Affari strategici, Ron Dermer, uno stretto alleato del primo ministro Benjamin Netanyahu. Non è detto che Dermer partecipi da subito e direttamente ai negoziati: probabilmente dipenderà da come andranno. La delegazione di Hamas invece è guidata da Khalil al Hayya, uno dei leader che Israele aveva cercato di uccidere a inizio settembre con un attacco aereo su Doha, in Qatar. È arrivata a Sharm el Sheikh attorno alle 18 locali (le 17 italiane).











