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Lunedì dovrebbero iniziare i nuovi negoziati per mettere fine alla guerra nella Striscia di Gaza: rappresentanti diplomatici di Hamas e Israele si riuniranno a Sharm el Sheikh, in Egitto, per alcuni incontri indiretti mediati da Stati Uniti, Egitto e Qatar. Significa che, come sempre finora, i delegati di Hamas e Israele non si incontreranno direttamente ma riferiranno le loro richieste ai mediatori, che a loro volta le riporteranno all’altra parte.

Non è certo che si raggiungerà un accordo, né tantomeno che succederà in tempi brevi. Finora moltissimi tentativi negoziali per mettere fine alla guerra si sono arenati e sono finiti in un nulla di fatto, a causa delle richieste inconciliabili di Hamas e Israele. Quelli che dovrebbero iniziare lunedì sono considerati concreti.

Si discuterà del piano per la fine della guerra presentato dal presidente statunitense Donald Trump lo scorso lunedì, accettato da Israele e in parte anche da Hamas. Gli incontri riguarderanno soprattutto le condizioni per il rilascio di 20 ostaggi ancora vivi, la restituzione dei corpi di altri 30 e la liberazione di quasi 2mila prigionieri palestinesi detenuti in Israele. Il rilascio degli ostaggi è sempre stato uno dei temi più dibattuti durante i negoziati, su cui Hamas e Israele hanno richieste molto distanti. Da tempo però il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta ricevendo sempre più pressioni interne perché si arrivi alla loro liberazione, e le famiglie degli ostaggi lo accusano di anteporre i suoi interessi personali e politici a questo obiettivo.