La questione del rilascio di Marwan Barghouti è tornata al centro del dibattito politico israeliano e palestinese, mentre al vertice di Sharm el-Sheikh proseguono i negoziati per una tregua a Gaza e per un possibile scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi. Come riportato dal quotidiano “la Repubblica”, il nome di Barghouti figura ai primi posti delle liste presentate da Hamas, insieme a quello di Ahmad Saadat, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Il suo è un nome che divide. Per molti palestinesi Barghouti rappresenta un simbolo di resistenza e unità nazionale; per Israele è invece il volto di una stagione di sangue. Condannato a cinque ergastoli per il suo coinvolgimento in diversi attentati durante la Seconda Intifada, il leader di Fatah è detenuto da oltre vent’anni in una prigione israeliana. Secondo “The Economist”, che un anno fa lo ha definito “il prigioniero più importante del mondo”, Barghouti resta l’unico dirigente palestinese in grado di unire le diverse anime del fronte anti-israeliano: da Fatah a Hamas, passando per le frange più radicali. A Ramallah lo chiamano “il Mandela palestinese”, un paragone che molti ritengono eccessivo, ma che rende bene l’idea del suo carisma.
Israele-Hamas, si cerca l'accordo per la tregua a Gaza. Il problema Marwan Barghouti
La questione del rilascio di Marwan Barghouti è tornata al centro del dibattito politico israeliano e palestinese, mentre al vertice di Sharm e...













