"Non lo capisco più", dice Gabriel Attal, ex premier e leader di Renaissance, esprimendo l’amarezza per la crisi del macronismo. Macron, isolato e sconnesso dall’umore del Paese, appare "sconsolato" in patria, nonostante successi diplomatici come sulla Palestina. La sua decisione di sciogliere l’Assemblea, le nomine di premier come Barnier, Bayrou e Lecornu, e la lista dei ministri di Lecornu, quasi identica a quella bocciata di Bayrou, con il ritorno di Bruno Le Maire, confondono anche i suoi sostenitori, come si sussurra in un retroscena del Corriere. Le Maire, ex ministro delle Finanze per sette anni, è legato a un settore in crisi, il problema più urgente.

Marine Le Pen, definendo la situazione una "farsa", chiede elezioni immediate o le dimissioni di Macron: "Macron ha solo due opzioni. O si dimette o scioglie di nuovo l’Assemblea, i francesi ne hanno abbastanza di questo circo". Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale, chiama i ministri di Lecornu "un corteo di zombie" e Macron "l’origine del caos", proponendo una mozione di destituzione. Anche il gollista David Lisnard suggerisce a Macron di riflettere sulle "dimissioni programmate".

DIMISSIONI LECORNU, MACRON DISPERATO: COME LO SORPRENDONO FUORI DALL'ELISEO