"Una triste commedia", "l'ultima cartuccia del macronismo". Non avrà vita facile Sebastien Lecornu, il ministro delle Forze armate che il presidente francese Emmanuel Macron ha scelto questa sera come nuovo premier al posto del dimissionario François Bayrou, silurato dalla sfiducia dell'Assemblea nazionale poco più di 24 ore fa.

Una scelta rapida, aveva promesso l'Eliseo. E così è stata. D'altronde, non c'è tempo da perdere: Parigi deve varare la prossima manovra finanziaria lacrime e sangue, in un clima politico di instabilità totale (contando il lampo-Barnier e Bayrou, durato appena 9 mesi, a Matignon si sono avvicendati tre premier in un solo anno), un quadro economico drammatico e una situazione sociale di tensione devastante. Il battesimo di Lecornu sarà di fuoco: tra poche ore scenderanno in strada i manifestanti anti-austerità di Bloquons tout e il neo-premier, perdonerete il gioco di parole fin troppo scontato, rischia già di finire "Lecornu e mazziato".

Il neo-premier ha ricevuto da Macron l'incarico di "consultare" le "forze politiche rappresentate in Parlamento", ha dichiarato l'Eliseo. Questo, "al fine di adottare il bilancio nazionale e costruire gli accordi essenziali per le decisioni dei prossimi mesi". Solo dopo queste discussioni di parte il ministro della Difesa uscente proporrà un governo al presidente. L'azione del primo ministro - si legge in una nota dell'Eliseo - "sarà guidata dalla difesa della nostra indipendenza e del nostro potere, dal servizio al popolo francese e dalla stabilità politica e istituzionale per l'unità del Paese. Il presidente della Repubblica è convinto che su queste basi sia possibile un accordo tra le forze politiche, nel rispetto delle convinzioni di ciascuna".