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Il primo ministro francese Sébastien Lecornu rimarrà in carica fino a mercoledì sera, dopo aver presentato le sue dimissioni lunedì mattina. All’inizio il presidente Emmanuel Macron le aveva accettate, salvo poi riconvocarlo al palazzo presidenziale poche ore dopo e chiedergli di rimanere in carica ancora due giorni per condurre un ultimo giro di negoziati con i partiti. Lecornu ha fatto sapere di aver accettato, ma secondo quanto riferito da Le Monde e Le Figaro non vorrebbe essere rinominato primo ministro, anche nel caso in cui i negoziati vadano a buon fine.

Macron non ha ancora commentato pubblicamente. Una persona del suo staff citata in forma anonima da Agence France-Presse però ha detto che se i prossimi negoziati falliranno il presidente «se ne assumerà la responsabilità». Non è chiaro cosa significhi questa espressione, ma potrebbe indicare che per la prima volta da mesi Macron stia valutando la possibilità di sciogliere l’Assemblea Nazionale, la camera bassa del parlamento francese. Il motivo per cui Macron abbia chiesto a Lecornu di restare non è chiaro neanche ad alcuni dei suoi alleati più stretti: «come molti francesi, non comprendo più le decisioni del presidente», ha detto lunedì sera l’ex primo ministro Gabriel Attal al telegiornale delle 20, sul canale TF1.