Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 10:10
Un paio di settimane dopo che il “Ciclone Trump” si è abbattuto sulla sede dell’Onu a New York, possiamo cercare di fare il punto su cosa ha detto e perché. Tralascio la parte strettamente politica, mi concentro invece sulla parte scientifica in cui ha parlato di energia e cambiamento climatico, dove, nonostante tutto, i fatti dovrebbero contare qualcosa.
E qui non c’è dubbio che Trump non ne ha detta una giusta. Vi potete ascoltare il discorso completo, per esempio, a questo link e leggerete un massacro dei concetti più elementari di quello che sappiamo di energia, inquinamento e cambiamento climatico. Trump se l’è presa in particolare con le rinnovabili, con l’energia pulita, parlando del cambiamento climatico come “un imbroglio”.
Non mi metto qui fare un “debunking” dettagliato; sarebbe una cosa lunga e noiosa, sia per chi legge che per chi scrive. C’è chi ha sostenuto che Trump, a 79 anni, è andato fuori di testa e non ragiona più e straparla. Ma io non credo che sia questo il caso. Il discorso di Trump non è certamente un trattato scientifico; è quello che ti aspetti da qualcuno che è sostanzialmente un uomo d’affari abituato a vendere cose. E lo sappiamo tutti che vendere qualcosa non è mai un processo completamente razionale. Si vendono emozioni, sia in politica che nel mondo del commercio.








