a
Molte conferme, poche novità e già una valanga di critiche. Il nuovo governo francese presieduto da Sébastien Lecornu conta 18 ministri ma 9verano già presenti nell'esecuzione dimissionionario guidato da François Bayrou. Restano in carica Bruno Retailleau al ministero dell’Interno, Gerald Darmanin alla Giustizia, Annie Genevard all’Agricoltura, Catherine Vautrin al dicastero del Lavoro, Rachida Dati a quello della Cultura e Jean-Noel Barrot al ministero per l’Europa e gli Affari Esteri. Amélue de Montchalin resta ministro dei Conti pubblici. Gli ex premier Elisabeth Borne e Manuel Valls sono stati confermati, rispettivamente, all’Istruzione e ai Territori d’Oltremare. Questo governo "assomiglia alla base comune" della destra e del centro della precedente coalizione di governo e "unisce la stabilità", poiché alcuni attori e amministrazioni hanno bisogno di continuità", ha fatto sapere Lecornu. Altri, come Bruno Le Maire, al Ministero delle Forze Armate, e il deputato Éric Woerth, vicino a Nicolas Sarkozy, all'Edilizia abitativa, sono delle rentrée. Tra le new entry Agnès Pannier-Runacher, ministro della Transizione Ecologica; Naïma Moutchou alla Trasformazione, Philippe Tabarot ai Trasporti, Marina Ferrari allo Sport, Aurore Bergé al dicastero della Parità tra Donne e Uomini. Il portavoce del governo è Mathieu Lefèvre, delegato anche alle relazioni con il parlamento.












