PARIGI – Quasi un mese dopo la sua nomina, il premier Sébastien Lecornu ha annunciato la composizione del nuovo governo. La squadra, presentata all’Eliseo dal segretario generale della presidenza, appare come una riconferma quasi integrale di quella guidata dall’ex premier François Bayrou. Jean-Noël Barrot resta agli Esteri, come Gérald Darmanin alla Giustizia, Rachida Dati alla Cultura, Élisabeth Borne all’Istruzione. Tra le poche novità nei diciotto nomi del nuovo esecutivo, che assomiglia piuttosto a un rimpasto di quello sfiduciato a inizio settembre, c’è il ritorno di Bruno Le Maire, già ministro dell’Economia, ora nominato al portafoglio strategico della Difesa, in sostituzione dello stesso Lecornu. Le Maire, dopo aver promesso di restare in disparte dopo sette anni in prima linea, ha spiegato in un messaggio che «nelle circostanze eccezionali che la Francia sta attraversando, non ci si tira indietro». Il legame con Lecornu è di lunga data visto che l’attuale premier era stato suo direttore di campagna elettorale quando erano insieme nella destra gollista.

Al ministero dell’Economia arriva invece Roland Lescure, macronista ed ex vicepresidente dell’Assemblea nazionale, che prende il posto di Éric Lombard, già direttore della Cassa depositi e prestiti, che ha fallito nella missione di ottenere il sostegno dei socialisti alla legge di Bilancio. Lescure, insieme alla ministra ai Conti pubblici Amélie de Montchalin, avrà il compito di presentare già mercoledì la nuova Finanziaria, dopo il rigetto del precedente testo da 44 miliardi di tagli proposto da Bayrou.