Finché tutti quelli che hanno necessità non vedranno un medico e non riavranno i propri farmaci Thiago Avila non toccherà una goccia d’acqua. Sono iniziate le proteste degli attivisti della Flotilla nel supercarcere del deserto del Negev dove sono stati deportati dopo l’intercettazione della flotta umanitaria in acque internazionali.
Avila, membro del comitato direttivo e capomissione di Alma, l’ammiraglia della Global Sumud Flotilla, ha cominciato lo sciopero della sete. A dirlo ai familiari e ai comitati a terra sono stati i legali di Adalah, team di avvocati arabo israeliano che sta cercando di supportare gli attivisti rimasti ostaggio. In che condizioni, lo hanno raccontato i primi italiani rientrati ieri a Roma e Milano: celle sovraffollate, sporche, piene di cimici, senza nulla da bere se non l’acqua caldissima e dal sapore rancido che scende dal rubinetto. E poi insulti, umiliazioni, violenze gratuite, negazione di qualsiasi assistenza, incluso sanitaria. Incluso a chi dei suoi farmaci, che aveva addosso nel momento in cui gli Zodiac sono piombati sulle imbarcazioni, è stato privato. Anche se salvavita. Anche se necessari a evitare un infarto o una crisi epilettica.
“Negare l'assistenza sanitaria alle persone in custodia è una chiara violazione dei diritti umani e del diritto internazionale. Questa non è sicurezza, è crudeltà – tuonano dai comitati di terra della Global Sumud Flotilla –. I governi che rimangono in silenzio sono complici. Richiediamo: restituire i farmaci, liberare la flottiglia, porre fine al blocco”. I legali, dal canto loro, continuano a denunciare i colloqui negati, rallentati o ostacolati con ogni mezzo. Più di uno, denunciano i legali ha riferito di essere stato interrogato da personale non identificato e altri hanno denunciato maltrattamenti e abusi da parte delle guardie carcerarie. Qualcuno ha riportato ferite alle mani, "altri sono stati bendati e ammanettati per periodi prolungati. Una donna ha raccontato di essere stata costretta a togliersi l'hijab e di aver ricevuto solo una camicia in sostituzione, mentre altri hanno denunciato restrizioni nell'esecuzione delle preghiere".












