Thiago Avila ha riferito di essere "stato sottoposto a estrema brutalità durante il sequestro delle imbarcazioni. "È stato trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte", spiega Adalah. "Dal momento della cattura fino al trasferimento al Servizio Penitenziario israeliano, avvenuto oltre due giorni dopo, è stato tenuto in isolamento e bendato. Attualmente si trova in una cella senza finestre". Il brasiliano ha inoltre riferito agli avvocati di essere stato interrogato dall'agenzia di intelligence Shabak e che gli è stato detto che sarà successivamente interrogato dal Mossad con il sospetto di "affiliazione a un'organizzazione terroristica". L'attivista Saif Abukeshek ha raccontato di essere stato tenuto con le mani legate e bendato, e costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento dal momento della cattura fino alla mattina di sabato, riportando lividi al volto e alle mani. Dopo l'arrivo al centro di detenzione di Shikma, ha riferito di essere stato informato di essere sotto interrogatorio da parte dello Shabak con il sospetto di "affiliazione a un'organizzazione terroristica". A Roma manifestanti si sono riuniti davanti al ministero degli Esteri per chiedere la liberazione dei due attivisti detenuti.