Sono comparsi stamattina davanti al Tribunale di Ashkelon, per un'udienza relativa alla proroga della loro detenzione, Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due leader della Global Sumud Flotilla portati in Israele dopo l’abbordaggio delle navi militari israeliane alle imbarcazioni della Flotilla in acque territoriali al largo di Creta giovedì scorso.

Per entrambi, il procuratore dello Stato israeliano ha richiesto una proroga di quattro giorni della detenzione, presentando un elenco di reati sospetti, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un'organizzazione terroristica e trasferimento di beni per conto di un'organizzazione terroristica. Il giudice, su opposizione degli avvocati del gruppo per i diritti umani Adalah che segue i due, ha invece deciso per una estensione della detenzione di altri due giorni fino a martedì.

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Gli avvocati, che hanno precisato che non sono state formalizzate accuse, hanno contestato che il procedimento abbia vizi e sia illegale, in quanto Israele non abbia giurisdizione per l'applicazione extraterritoriale di questi reati alle azioni di cittadini stranieri in acque internazionali, parlando di ritorsione contro i due attivisti. Che sono rinchiusi, sin dal loro arrivo ieri mattina, dopo due giorni di detenzione sulla nave, nel carcere di di Shikma ad Ashkelon.