Solo un pacco di patatine, consegnato a Greta Thunberg a favore di telecamere. Poi, nient’altro da mangiare per ore. Anche l’acqua è stata negata da Israele agli attivisti della Global Sumud Flotilla, le cui imbarcazioni, dirette a Gaza cariche di aiuti, sono state abbordate in acque internazionali dalla marina di Tel Aviv. La denuncia della violazione dei diritti degli attivisti è arrivata dalla ong Adalah, che si occupa della loro rappresentanza legale. “Oltre a essere stati privati dell’accesso all’acqua, ai servizi igienici e ai farmaci, è stato loro negato l’accesso agli avvocati, violando il loro diritto fondamentale a un processo equo, a un giudizio imparziale e alla rappresentanza legale”, si legge in una nota dell’organizzazione.

I legali sottolineano che sono stati lasciati ad aspettare per circa nove ore fuori dal porto di Ashdod e non sono stati informati quando le autorità israeliane dell’immigrazione hanno iniziato a trattare i casi e a condurre le udienze. Adalah non sapeva neanche dove fossero gli equipaggi della flottiglia i quel momento. Sono venuti a sapere che Israele aveva illegalmente già iniziato i processi solo dopo che gli stessi attivisti sono riusciti a chiamarli. “Nonostante i ripetuti rifiuti di ingresso da parte della polizia israeliana, gli avvocati di Adalah sono riusciti alla fine ad accedere al porto e a fornire consulenza ai 331 partecipanti“, si legge nella nota. “Diversi attivisti hanno riferito di essere stati oggetto di aggressioni, minacce e molestie, compreso il fatto di essere stati svegliati con violenza ogni volta che cercavano di dormire”.