Roma – È ‘Un grande fiume dai due cuori’, per dirla alla Hemingway, uno che di conflitti ne ha visti e descritti tanti, quello che ieri ha attraversato Roma, manifestando con opposte sensibilità politiche e sociali. Se da un lato si è svolto l’evento “Una luce per gli ostaggi”, organizzato nel quartiere ebraico della capitale, in occasione del secondo anniversario del massacro del 7 ottobre 2023, in cui persero la vita oltre mille ebrei per mano di Hamas, dall’altra parte c’è stata una manifestazione diversa, appena il giorno prima, a favore della Palestina ma con alcuni toni antisemiti che hanno generato polemiche. L’evento che aveva anche lo scopo di tenere alta l’attenzione sugli ebrei ancora ostaggio di Hamas, è stato organizzato dalla Rappresentanza Italiana del Forum delle Famiglie degli Ostaggi, dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia, da Run for Their Lives - Roma e dall’Associazione Setteottobre, con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
“Non vogliamo più aspettare. Quarantotto ostaggi – ha dichiarato Benedetto Sacerdoti, portavoce italiano del Forum delle Famiglie degli Ostaggi – sono prigionieri da due anni, nell’indifferenza del mondo. Uomini rinchiusi nei tunnel, incatenati alle caviglie, ridotti a scheletri. Le immagini diffuse da Hamas lo hanno mostrato chiaramente, ma il mondo ha preferito ignorarle”.














