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La costruzione della prossima legge di bilancio – il cosiddetto “cantiere manovra”, come lo chiamano spesso i giornali – è appena iniziata con l’approvazione giovedì da parte del governo del primo documento ufficiale, che per quanto vago ha già fatto capire una cosa importante: sarà una legge di bilancio molto, molto modesta.
Da un lato perché non ci sono soldi, come ha detto più volte il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ribadendo che i pochi margini di spesa saranno usati per mettere i conti in ordine e per sostenere le spese straordinarie, come quelle per far fronte ai dazi statunitensi e per aumentare la spesa nella difesa. Dall’altra, per ammissione dello stesso governo, i soldi che la legge movimenta – circa 16 miliardi di euro, per la prima volta da tempo una cifra sotto i 20 miliardi – non daranno alcun impulso alla crescita dell’economia.
La legge di bilancio stabilisce come saranno incassati e spesi i soldi dello Stato il prossimo anno. Il governo ha in programma di “manovrare” per 16 miliardi di euro le voci del bilancio rispetto allo status quo (da qui l’espressione giornalistica “manovra”). Queste cifre serviranno al governo per confermare alcuni provvedimenti già in vigore e per introdurne di nuovi. I dettagli delle cifre sono contenuti nel Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) approvato giovedì dal governo (nel contesto della più ampia riforma europea sui conti pubblici, da quest’anno il documento sostituisce la vecchia Nadef, la Nota di Aggiornamento al DEF, che ogni settembre avviava il ciclo di bilancio con i primi numeri della manovra).










