La direttrice del carcere di Torre del Gallo di Pavia, Stefania Musso, secondo quanto apprende LaPresse, è stata sospesa dal servizio dopo le polemiche scaturite dalla distribuzione di 720 preservativi ai detenuti, misura che la stessa dirigente aveva motivato come "terapeutica". Il provvedimento - di cui LaPresse aveva preso visione- secondo quanto si apprende da fonti dell'amministrazione penitenziaria, sarebbe stato adottato dopo la relazione ispettiva disposta dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (Dap), che aveva contestato la mancata interlocuzione con gli uffici superiori e possibili ricadute sull'ordine interno dell'istituto. La decisione arriva al termine di settimane di forti polemiche e prese di posizione da parte dei sindacati di polizia penitenziaria, che avevano definito l'iniziativa «una scelta incomprensibile e inopportuna». Nessun commento, al momento, da parte della direttrice Musso.
Già a fine settembre gli organismi della polizia penitenziaria avevano chiesto chiarimenti in merito alla distribuzione dei preservativi in carcere, poiché gli stessi agenti che sono impegnati ogni giorno a garantire la sicurezza all'interno della struttura non ne sapevano nulla. «Ribadiamo che non ne facciamo una questione morale e non siamo affetti da qualunque forma di pregiudizio, ma è di ogni evidenza che se si temono violenze o costrizioni queste vadano prevenute e impedite. Ove il tema fosse, invece, la privazione della sessualità nei confronti dei reclusi, affrontarla con la distribuzione di preservativi e un invito implicito ad arrangiarsi alla meno peggio sarebbe pura barbarie. Anche perché è chiaro a tutti che non si tratterebbe di tollerare una sessualità 'libera', ma una costrizione di fatto all'omosessualità. Tutto ciò in barba anche al diritto all'affettività, per come riconosciuto dalla sentenza n. 10 del 26 gennaio 2024 della Corte Costituzionale», aveva affermato Gennarino De Fazio, segretario generale di Uilpa polizia penitenziaria.








