Il Tar del Piemonte ha accolto l'istanza cautelare proposta dall'avvocata Maria Immacolata Amoroso, sospendendo l'efficacia del provvedimento disciplinare nei confronti di agente della polizia penitenziaria, assistito anche dal sindacato Osapp, che aveva denunciato pubblicamente gravi criticità operative e organizzative all'interno del carcere Lorusso e Cutugno.
Quelle che, periodicamente, vengono evidenziati proprio dai sindacati come le risse tra detenuti, le aggressioni al personale, consumo di droga e la produzione di grappa nelle celle. A darne notizia, in una nota, è proprio il sindacato: «Il Tar ha ritenuto sussistenti gravi profili di fondatezza delle censure, valorizzando, sia pur nella fase cautelare, l'importanza delle garanzie previste in tema di tutela del segnalante e del diritto alla libertà di manifestazione del pensiero ai sensi dell'articolo 21 della Costituzione», si legge nella motivazione del provvedimento.
«La pronuncia - prosegue la nota dell’Osapp - costituisce un passaggio significativo nel rafforzamento delle tutele per i lavoratori pubblici che, nell'interesse collettivo, scelgono di segnalare disfunzioni e situazioni di rischio all'interno dell'amministrazione, anche mediante forme di divulgazione pubblica, in assenza di riscontri adeguati dai canali istituzionali». Con la stessa ordinanza il Tar ha poi condannato il ministero della Giustizia al pagamento delle spese, quantificate in mille euro. «Per il provvedimento adottato – dice la legale - che rappresenta un'importante affermazione del principio di legalità, trasparenza e responsabilità nel pubblico impiego, nonché una garanzia fondamentale per la libertà e la dignità dei dipendenti pubblici».








