Ha scatenato le polemiche un ordine di servizio firmato dalla direttrice del carcere di Pavia Stefania Mussio per la distribuzione di 720 profilattici ai detenuti per "motivi terapeutici".
Una prima fornitura, si legge nell'ordine, a cui sono previste "successive forniture". Il provvedimento è del 19 febbraio ma ieri ha iniziato a girare nella chat della polizia penitenziaria.
Si tratta di una scelta, hanno fatto sapere dal Dipartimento di amministrazione carceraria, "adottata senza alcuna preventiva interlocuzione con gli uffici" che vede nella distribuzione dei preservativi rischi "che attengono direttamente all'ordine e alla sicurezza delle carceri".
Secondo il Dap, infatti, il provvedimento è formulato male e "non appare idoneo a strutturare in modo adeguato la gestione complessiva dell'iniziativa sotto il versante sanitario, della prevenzione e della sicurezza".
E anche se la gestione è affidata al dirigente sanitario a cui spetta definire le modalità operative e la distribuzione con l'obbligo di registrare ogni consegna, restano comunque "inevase valutazioni essenziali: dalle modalità di controllo, alla prevenzione di condotte violente tra i detenuti, fino ai possibili usi distorti dei profilattici, che potrebbero essere impiegati per occultare sostanze stupefacenti, anche tramite ingestione, eludendo così i normali controlli".






