Al centesimo colpo anche il Giappone avrà il suo primo ministro donna. L'ex ministro della sicurezza economica Sanae Takaichi, 63 anni, è stata infatti eletta prima presidente donna del Partito Liberal Democratico sopravanzando al ballottaggio il ministro dell’Agricoltura Shinjiro Koizumi, figlio di Junichiro, premier dal 2001 al 2006. Nei mesi scorsi i liberaldemocratici hanno perso la maggioranza assoluta in entrambe le Camere della Dieta, ma grazie alla prevista alleanza con il partito di destra Senseito, la Takaichi diventerà anche primo ministro, il centesimo della storia del Giappone, nonché il primo di sesso femminile. Complice una recente citazione di Margaret Thatcher, secondo cui l’obiettivo del suo prossimo mandato è quello di costruire un Paese «forte e prospero», Sanae Takaichi è stata immediatamente etichettata dai siti occidentali come la «Lady di Ferro nipponica».

Niente di più sbagliato, la giapponese è sì conservatrice, su diverse questioni molto più della Thatcher, ma in economia è una discepola del compianto suo predecessore Shinzo Abe, quindi quasi agli antipodi della compianta britannica. La Sanaenomics prevede infatti una spesa pubblica aggressiva per lo stimolo fiscale e la rinuncia a portare il saldo primario del Giappone in attivo finché la Banca del Giappone non raggiungerà un tasso di inflazione del 2%. Anche in altre questioni è allineata ad Abe: va in visita ogni anno al santuario Yasukuni dove tra gli altri sono onorati kamikaze e criminali di guerra giustiziati. «Come giapponese, in virtù della libertà di religione, ho il diritto di visitare il Santuario Yasukuni per rendere omaggio a coloro che sono caduti in guerra», ha detto recentemente. Anche sull’articolo 9 della Costituzione, quello che sancisce la rinuncia alla guerra e al possesso di forze armate, la pensa come Abe, si dice quantomeno favorevole a definire le forze di autodifesa giapponesi come «forze di difesa nazionale» e a investire in esse molto più di quanto non sia stato fatto in passato. Conservatrice lo è anche nella sua visione sociale, contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso, contraria a consentire alle coppie sposate di usare i cognomi separati in quanto «mina i valori familiari tradizionali» e anche contraria a consetire ai membri della linea materna della famiglia imperiale di salire al trono. «Ho forti dubbi», ha detto in proposito, «che sia accettabile per la nostra generazione riformare un sistema in vigore da centinaia di anni». E così pure, particolare che ha contribuito alla sua elezione, è contraria all’immigrazione selvaggia e all’«invasione straniera».