Il Giappone svolta verso destra. E lo fa in modo deciso, con la prima premier in pectore donna della sua storia. Si tratta dell'ultraconservatrice Sanae Takaichi, 64 anni, ex batterista heavy metal e fedelissima di Shinzo Abe che ha clamorosamente sconfitto il favorito Shinjiro Koizumi alle elezioni per la presidenza del Partito liberaldemocratico (PLD), la tentacolare forza politica che governa il Giappone quasi ininterrottamente da oltre 70 anni. Il voto si è reso necessario dopo le dimissioni del moderato Shigeru Ishiba, costretto a farsi da parte dai "grandi saggi" del partito dopo la rovinosa sconfitta alle elezioni per la Camera alta della Dieta (il parlamento giapponese), avvenuta lo scorso luglio. Nel primo turno, Takaichi ha ottenuto 183 voti, Koizumi 164 e il capo di gabinetto Yoshimasa Hayashi 134. Al ballottaggio, Takaichi ha inaspettatamente raccolto maggiori consensi tra i deputati fedeli ai tre esclusi al primo turno, battendo Koizumi per 185 voti contro 156.
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DALLA NOSTRA INVIATA GIULIA RICCI
Il suo stile, diretto e disciplinato, è spesso paragonato a quello di Margaret Thatcher, un modello che lei stessa ha citato più volte. Ma Takaichi non racconta la sua conquista alla presidenza del partito come una conquista di genere. «Non voglio essere la prima donna premier perché sono donna, ma perché sono la più adatta a guidare il Giappone», ha detto durante un dibattito televisivo.













