Fino a qualche decennio anno fa era considerato un frutto residuale, addirittura respingente a causa di quelle spine che ne ricoprono la buccia. Ma non da tutti visto che i contadini siciliani lo hanno sempre apprezzato. Così il fico d’India era un po’ simbolo della Sicilia ma senza alcun successo tra i consumatori, nonostante la sua bontà e, come vedremo, le sue grandi qualità tanto da farlo definire «un centro benessere con le radici». Si racconta, per esempio, che la pala di fico d’India abbia una grande capacità cicatrizzante e che possa essere utilizzata sulle ferite. Ma non c’è solo questo ovviamente.

Ed è proprio puntando su questo frutto e sulla pianta (che ha un suo grande valore) che il piccolo centro di San Cono, poco più di 2.400 abitanti in provincia di Catania, ha costruito una filiera agricola. Il primo passo per la valorizzazione di questo prodotto è stato il riconoscimento della Denominazione di origine protetta: «Abbiamo avviato l’iter nel 2003 e finalmente è arrivato il riconoscimento nel 2012 - racconta l’agronomo Cataldo Firrarello - ed è stato certamente un grande passo avanti». Anche se è complicato trovare prodotto certificato Dop: la via d’uscita, spiegano da queste parti, è la certificazione di aziende qualificate a farlo.