CONEGLIANO (TREVISO) La ringhiera della recinzione della scuola ridipinta con il tricolore. La scuola si dimostra un luogo di integrazione in cui si creano rapporti di amicizia tra gli alunni e di collaborazione e condivisione tra i genitori, non solo del posto ma provenienti anche da diversi paesi del mondo, facendo le cose insieme, in amicizia e con rispetto reciproco. Succede in modo esemplare in città, dove circa il 16% della popolazione, in età soprattutto giovanile, è di origine straniera. Alla scuola elementare Pascoli in viale Istria, che fa parte dell’Istituto Comprensivo 2 Grava, usando pennelli e vernici, i genitori hanno dipinto con i colori verde, bianco e rosso della bandiera nazionale italiana le ringhiere protettive dell’area della scuola verso una delle strade più trafficate, proprio di fronte alla Trattoria Italia e a lato del Monumento alla Resistenza. Uno dei principali promotori del progetto è stato Genil Bajaroski, originario della Macedonia, che vive da molti anni a Conegliano, dove lavora, con la moglie e i due figli, uno dei quali è un maschio e frequenta la Pascoli, come aveva fatto la sorella più grande. Lui è presidente del consiglio di istituto del Comprensivo Grava, ed è stato ideatore di svariate iniziativene nell’ambiente scolastico, mettendoci la fantasia e il cuore, dimostrando di volere essere parte attiva per il benessere di tutta la comunità. «Nel contesto della scuola - sottolinea - da tempo si è creato spontaneamente un comitato genitori che raccoglie fondi per l’acquisto di materiali e aiutare le famiglie più bisognose e perché i loro figli non si sentano svantaggiati rispetto ai loro coetanei più fortunati». In questo caso, per dipingere con i colori della bandiera italiana i materiali necessari sono stati acquistati grazie al contributo economico del comitato, e ad usare i pennelli e i colori sono stati alcuni genitori che si sono messi all’opera con entusiasmo, dopo avere ottenuto le necessarie autorizzazioni. È da dire che la ringhiera esterna della Pascoli era ridotta in cattive condizioni, con la vernice scrostata in molti punti e diffusi segni di ruggine pericolosi per i bambini durante la ricreazione. «Questa situazione - afferma - Genil Bajramovski - era evidente a tutti ed era necessario risolvere il problema per cui abbiamo pensato non solo di ridipingere la ringhiera ma di usare anche i colori della bandiera italiana, per dimostrare che tutti ci sentiamo di appartenere a una stessa comunità».