“Gli attivisti della Flotilla ci avevano dato delle speranze, ovvero che nel nostro mondo si parli di pace e non solo di guerra, ma secondo me Landini e i sindacati sbagliano con lo sciopero”: così Elsa Fornero, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali dal 2011 e 2013, stasera ospite del festival “Il territorio si racconta”, che si sta svolgendo a Cuneo in questi giorni. “Ben vengano le iniziative di partecipazione, ma secondo me non è stata una scelta opportuna – ha continuato dal palco del Vescovado nuovo del capoluogo della Granda, intervistata dall’ex vice direttore de La Stampa Marco Zatterin insieme ad Andrea Garnero -. Penso che sia opportuno manifestare, anche solidarietà alla Flotilla e al popolo palestinese, che di per sé non è un popolo terrorista, come invece lo sono quelli di Hamas. Tuttavia, in questo sciopero ci vedo poca capacità educativa. Vedo una logica di contrapposizione, di nero e bianco, e oggi di tutto abbiamo bisogno tranne che di questo”. L’ex ministra del governo Monti era a Cuneo per presentare il suo ultimo libro: “Conoscere l’economia per scegliere meglio” (Laterza), scritto con Anna Lo Prete, docente di Economia del lavoro e Economia politica all’Università di Torino. “Io avrei visto meglio una manifestazione di sabato – ha continuato -. Non uno sciopero contro, ma una manifestazione per. Forse avrebbe ricevuto meno partecipazione in termini di numeri, ma forse avrebbe aperto meno spazi di consenso”. Il rischio infatti, secondo la docente torinese, sarebbe quello di prestare il fianco a strumentalizzazioni di Meloni e Salvini: “Lo sciopero nazionale rischia di rafforzare il consenso al governo attuale, esecutivo su cui ho molte riserve non tanto sul piano dell'economia, ma sul sistema dei valori”. Lavoro ed economia sono stati al centro del dibattito, ma che politiche sono possibili per chi un reddito non ce l’ha o è molto basso? In molti piccoli Comuni delle aree interne, di cui il cuneese è ricco, il rischio di povertà è maggiore. “L’esigenza è che le persone che abitano in Comuni montani abbiano un lavoro ben retribuito – risponde l’ex ministra a una domanda de La Stampa a margine della conferenza -. I sussidi vanno bene solo in situazioni estreme, altrimenti le persone preferiscono lavorare e trarre soddisfazione da un'attività che svolgono”. Collegato anche il tema dei trasporti, cioè dell'accesso, anche fisico, al posto di lavoro: "La mobilità in Italia è ancora bassa, anche per ragioni familiari. Nel grande settore della povertà c'è anche il problema della casa, cioè se l’affitto o l’acquisto di una proprietà porta via metà dello stipendio, il reddito diminuisce e il rischio aumenta. Nel quadro globale bisogna mettere in luce un grand elemento di disuguaglianza: la quota che va al capitale è cresciuta, quella che va al lavoro è diminuita. Vuol dire che alcuni lavoratori hanno un salario altissimo, altri molto basso”. La soluzione? “Niente si risolve pensando al giorno dopo – conclude -, bisogna pensare sul lungo periodo, così come per tutte le politiche che servono per risolvere i problemi del paese. Anche se viviamo in una società frantumata, non serve seguire gli slogan di Vannacci e Salvini. Servono due cose: investimenti e riforme, ovvero i due elementi su cui il Pnrr ci ha costretto a riflettere”.
Elsa Fornero: “La Flotilla ha dato speranza, ma lo sciopero fa un favore al governo”
L’ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Monti ospite a Cuneo del festival “Il territorio si racconta”













