"Notizie che arrivano da oltre 50 città sono molto positive. Piazze riempite e fabbriche svuotate". Festeggia, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco in piazza del Carmine a Firenze dove si concude la manifestazione regionale per l'ennesimo sciopero generale indetto dal sindacato, questa volta contro la manovra finanziaria del governo.

"La maggioranza dei lavoratori, delle lavoratrici e dei pensionati oggi è in piazza - assicura Landini - e questo vuol dire che questo governo non rappresenta la maggioranza e la volontà dei cittadini del nostro Paese". Secondo il segretario generale della Cgil, "questa è una manovra che da una parte assume i vincoli dell'austerità europea e dall'altra dice che l'unico investimento pubblico che sarà fatto nei prossimi anni sarà un investimento per il riarmo".

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Quindi interviene sulla questione che più sembra preoccupare la sinistra italiana, la vendita di Repubblica, e lo fa senza mai citare l'artefice dell'operazione John Elkann, chiamando però in causa il governo di Giorgia Meloni. "Oggi nelle nostre manifestazioni in tutta Italia daremo voce anche ai giornalisti di Repubblica e La Stampa, perché pensiamo che quello che sta succedendo è un tentativo esplicito di mettere in discussione la libertà di stampa e la possibilità concreta di proseguire e di fare serie politiche industriali".