L’antico paese di Parre, 2700 anime nella bergamasca Val Seriana, è noto essenzialmente per due cose: il parco archeologico Oppidum degli Orobi, con i resti delle abitazioni risalenti all’Età del ferro e all’epoca romana; e soprattutto gli scarpinocc de Par, specie di ravioli di magro la cui forma a barchetta ricorda le calzature tradizionali della valle realizzate cucendo insieme pezzi di panno. Ma gli scarpinocc sono più di un’eccellenza gastronomica: assieme ai più noti casunsei sono una bandiera del territorio. Persino il cartello stradale di benvenuto all’ingresso del comune reca nome e immagine della «famosa» pasta fresca ripiena. Proprio qui, a 650 metri sul livello del mare con vista sulle Alpi Orobie, un anno fa ha visto la luce un progetto solidale che non poteva che partire proprio dagli scarpinocc: il pastificio inclusivo Aut-Lab, che ha come obiettivo l’integrazione sociale di ragazzi autistici e persone con disabilità.

Galeotta fu la cena con gli Alpini «L’idea ci è venuta nell’inverno del 2023 – spiega Danilo Bossetti, socio del laboratorio assieme all’amico Fabio Tresoldi –. La locale associazione Idem, impegnata da oltre un decennio nella creazione di opportunità socio-occupazionali per diversamente abili, aveva organizzato una cena a base di scarpinocc presso la sede degli Alpini di Parre. I ravioli erano fatti a mano dai loro ragazzi. Fu un successo. Destino volle che era proprio il 3 dicembre, ovvero la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Così scattò la scintilla: perché non creare un pastificio ad hoc per far socializzare i ragazzi disagiati e fargli imparare un mestiere nell’ottica di renderli indipendenti?». «Dosiamo ingredienti, integriamo persone» Detto, fatto. Sette mesi dopo, nel giugno dell’anno scorso, Danilo e Fabio fondano Aut-Lab, un raviolificio artigianale («non una onlus, ma una srl», specifica Danilo) con annesso punto vendita accessibile dalla strada. Lo slogan dice tutto: «Dosiamo ingredienti, integriamo persone». Perché qui la pasta si fa con le mani, ma soprattutto con il cuore. A lavorarci in pianta stabile ci sono Alfio, il mastro pastaio, e Giada, la sorella di Danilo che si occupa di amministrazione e vendita, ma che all’occorrenza dà una mano anche lei con impasti e ripieni.