Una ventina di giovani con disabilità impegnati nella realizzazione delle tradizionali 'calze dei morti', che a Foggia si usa riempire di dolci o carbone per farle trovare ai bambini nella notte tra il primo e il 2 novembre, si ritroveranno in un laboratorio che intreccia mondi, esperienze e culture.

Arrivano dai piccoli comuni dei cinque reali siti in provincia di Foggia e partecipano al laboratorio sartoriale nel centro sociale polivalente per diversamente abili di Orta Nova (Foggia) gestito dalla cooperativa sociale SocialService.

A realizzare le calze, insieme ai giovani che frequentano il centro, quest'anno ci sono anche le donne migranti del progetto Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) promosso dal comune di Cerignola, con l'adesione del comune di Stornarella gestito insieme alla cooperativa Medtraining. Seduti intorno al tavolo, ogni mercoledì mattina, il laboratorio si anima con le voci, l'entusiasmo, la voglia di cucire non solo le calze, anche relazioni sociali.

"Con ago, filo e tanta generosità, stanno cucendo insieme a noi calze cariche di significato - racconta Michele Visconti coordinatore del centro - I ragazzi sono entusiasti perché vedono in funzione la macchina da cucire, schiacciano i pulsanti e ogni volta che arriva una persona nuova è per loro un momento di festa". Le calze vengono poi vendute, ad offerta libera, diventando così un'attività di autofinanziamento, il cui ricavato - sottolinea ancora Visconti - servirà per contribuire alle attività del centro punto di riferimento in tema di inclusione per i comuni dei Cinque Reali Siti.