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Mario Sensini

Per la difesa e la sicurezza si stima una spesa di 12 miliardi a fine '28, ma c'è il nodo delle regole europee di bilancio. Dobbiamo evitare una corsa confusa agli acquisti, dice il ministro dell'Economia

La Legge di Bilancio 2026-2029 che il governo presenterà a fine ottobre finanzierà interventi per circa 16 miliardi di euro l'anno, coperti da nuove entrate e soprattutto da tagli di spesa, per un importo di poco inferiore ai 9 miliardi l'anno. Al finanziamento concorrerà anche un lieve incremento del deficit (un decimale l'anno), che resterà comunque sotto al 3% del pil raggiunto quest'anno, con la prevedibile uscita dalla procedura di infrazione Ue a primavera. I contorni della prossima manovra di bilancio cominciano ad emergere dal Documento programmatico di finanza pubblica approvato giovedì dal Consiglio dei Ministri. Ci saranno, dunque, un riequilibrio del carico fiscale a favore del lavoro (gli sgravi Irpef), proseguirà lo stimolo agli investimenti delle imprese, saranno rafforzato gli incentivi alla natalità e gli aiuti alle famiglie. E' invece più sfumato il capitolo degli impegni di spesa per la difesa previsti dagli accordi Nato e dagli impegni Ue, sui quali il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, appare particolarmente prudente.