La manovra che da poche ore ha ottenuto il via libera definitivo della Camera imbarca una serie di misure in materia di difesa e sicurezza nazionale. Un ambito politicamente caldo, su cui non sono mancate e non mancano occasioni di attrito nella maggioranza sull’opportunità di assegnare risorse considerevoli a questo comparto.

«Sulla spesa per le armi, noi non abbiamo tolto un euro in questa legge di bilancio alla spesa sociale per destinarlo alla spesa per le armi», ha voluto sottolineare il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. «Il dibattito sulla spesa per la difesa - ha poi aggiunto - ci sarà dalla prossima primavera quando e se usciremo dalla procedura di infrazione». Il responsabile del Mef ha chiarito che prima l’Italia deve «andare sotto il 3%: non è affatto scontato che questo avvenga, ma è naturalmente il mio auspicio». A quel punto, ha aggiunto Giorgetti, «valuteremo se chiedere la deroga per l’aumento della spesa per la difesa in modo da non toccare in alcun modo le spese destinate a sanità, scuola, istruzione». Questa strategia non esclude il fatto che in questa legge di Bilancio le soluzioni non mancano.

Aree strategiche per lo sviluppo delle capacità industriali della difesa