“L’Italia, pur avendo già espresso l’interesse a ricorrere allo strumento finanziario europeo Safe, ritiene necessario effettuare ulteriori approfondimenti sul più ampio tema delle capacità di difesa e sulle compatibilità finanziarie prima di decidere se avvalersi della clausola di salvaguardia nazionale. Ciò anche per non compromettere il consolidamento fiscale”. Lo scrive il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nella sua introduzione al Documento programmatico di Finanza Pubblica, che prevede un aumento delle spese militari di quasi 20 miliardi nel prossimo triennio, spiegando che “l’aumento della spesa in difesa dovrà infatti essere graduale, onde garantire una coerenza con lo sviluppo dell’offerta nazionale e non spiazzare altre componenti di spesa con un impatto significativo sulla crescita potenziale del Paese e sul benessere dei cittadini”.

All’interno del documento si legge che “sul piano strettamente operativo è prevedibile un incremento degli interventi nelle operazioni fuori dai confini nazionali, anche in cornici più ampie rispetto a quella bilaterale da sostenere con opportuni rifinanziamenti del Fondo missioni internazionali e del Fondo per le forze ad alta ed altissima prontezza operativa, al fine di assicurare il rispetto degli impegni assunti dall’Italia connessi con il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali e garantire l’approntamento e l’impiego degli assetti per una più rapida risposta al verificarsi di crisi o situazioni di emergenza”.