TORINO – I genitori italiani scendono in campo contro Facebook, Instagram e TikTok a difesa dei loro figli. Giovedì, a Torino, il Movimento italiano genitori (Moige) accanto all’Associazione italiana genitori, all’associazione nazionale famiglie numerose e al Forum delle associazioni familiari del Piemonte ha presentato con lo studio legale Ambrosio& Commodo la prima class action inibitoria che punta a chiedere il divieto totale di accesso ai social ai minori di 14 anni, l’obbligo di informazione inequivoca sui rischi da danni permanenti e l’eliminazione dei sistemi che creano dipendenza come lo scroll e la manipolazione algoritmica.
Mai prima d’ora mamme e papà erano arrivati a uno scontro diretto e ad un’azione legale contro le tre multinazionali che – a detta degli organizzatori della conferenza stampa – totalizzano 90 milioni di utenze a fronte di 60 milioni di abitanti.
Gli avvocati Stefano Commodo e Bertone, Fabrizio Lala e Daniele Lonardo hanno, infatti, presentato un ricorso al Tribunale di Milano che ha fissato l’udienza per il 12 febbraio 2026. A illustrare l’iniziativa ci ha pensato in primis il direttore generale del Moige, Antonio Affinita: “Lavoriamo da due anni a questo provvedimento insieme ad esperti del settore e del mondo accademico. Non vogliamo demonizzare la tecnologia ma responsabilizzare chi trae profitto grazie ai social a ristabilire un equilibrio di diritti”.










