L'espressione "occhi spaccanti", pronunciata da Raoul Bova negli audio WhatsApp che aveva inviato alla modella Martina Ceretti, poi resi noti da Fabrizio Corona e diventati virali, potrebbe dare vita a una linea di occhiali. Ad agosto, per bloccare la diffusione illecita del contenuto degli audio (diventati oggetto di una indagine della Procura di Roma che ipotizza il reato di tentata estorsione ai suoi danni), l'attore aveva dato mandato ai suoi legali di depositare all'Ufficio Brevetti e Marchi alcune frasi contenute negli audio. Negli stessi giorni, però, il 51enne scrittore, artista, pittore e scultore bresciano, Gabriele Picco, aveva depositato il dominio internet “occhi spaccanti.it” e “.com”. Quando lo stesso aveva provato a depositare anche il marchio, "si era accorto che l'attore aveva già provveduto, dimenticando però un'ampia gamma merceologica comprendente occhiali, lampade e cover di cellulari: oggetti che presto potrebbero entrare in produzione con la griffe appartenente proprio all’artista bresciano", si legge sul Corriere della Sera.