Ichiacchieratissimi "occhi spaccanti" di Raoul Bova potrebbero presto diventare un marchio registrato. Per frenare la diffusione degli audio finiti al centro dello scandalo (i messaggi vocali su WhatsApp, inviati alla modella Martina Ceretti e diffusi come presunta arma di ricatto da Fabrizio Corona), l'attore romano ha depositato lo scorso 5 agosto, presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, due richieste di registrazione che riprendono le frasi pronunciate sull'app di messaggistica. Lo apprende l'Adnkronos.