Gli ormai famosi «occhi spaccanti» di Raoul Bova potrebbero presto diventare un marchio registrato. Una mossa che nelle intenzioni delll'attore romano dovrebbe contribuire a frenare la circolazione degli audio finiti al centro dello scandalo: quei messaggi vocali su WhatsApp, diffusi come presunta arma di ricatto, che da settimane alimentano le cronache di gossip.
Raoul Bova deposita il marchio «occhi spaccanti»: una «mossa per stoppare la diffusione dell'audio»
Il 5 agosto l'attore avrebbe depositato presso l'Ufficio Italiano Brevetti due richieste di registrazione che riprendono le frasi pronunciate nel messaggio vocale inviato alla modella Martina Ceretti e diffuso da Fabrizio Corona










