Gli ormai famosi «occhi spaccanti» di Raoul Bova potrebbero presto diventare un marchio registrato. Una mossa che nelle intenzioni delll'attore romano dovrebbe contribuire a frenare la circolazione degli audio finiti al centro dello scandalo: quei messaggi vocali su WhatsApp, diffusi come presunta arma di ricatto, che da settimane alimentano le cronache di gossip.