Gli “occhi spaccanti” di Raoul Bova diventeranno un marchio registrato, come la Nutella o la Coca-Cola. E chissà che da una vicenda di gossip, trasformatasi in un tormentone estivo, nonostante la violazione della sua privacy, la ridicolizzazione social, le ripercussioni negative familiari e i risvolti giudiziari legati al tentativo di ricatto da lui subito, possano derivare dei margini di guadagno per l’attore romano. Chiunque infatti vorrà utilizzare quel neologismo coniato da Bova dovrà chiedere il suo permesso e, nel caso venisse mai accordato, dovrà corrispondergli una somma di denaro per l’uso dei diritti. Il 5 agosto uno dei protagonisti di “Don Matteo” ha depositato presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy due richieste di registrazione che riprendono le frasi pronunciate nel messaggio vocale inviato alla modella 23enne Martina Ceretti: «Buongiorno essere speciale, dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti». L'espressione in stile “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia, diventata virale su TikTok e Instagram, è stata registrata sia nella sua forma integrale sia nella sola versione «occhi spaccanti». Una mossa che, nelle intenzioni di Bova, dovrebbe contribuire a frenare la circolazione degli audio che aveva inviato su WhatsApp alla Ceretti e che poi sono stati diffusi come presunta arma di ricatto. Le domande presentate all’Ufficio brevetti riguardano cosmetici, cartoleria, calzature, abbigliamento, prodotti alimentari e alcolici, oltre a servizi di consulenza e di telefonia. Dal database dell'Uibm emerge che il legale rappresentante è l'avvocatessa Michela Carlo, dello studio Bernardini De Pace, ossia l’ex suocera di Bova, che, dopo averlo definito «genero degenero» anni fa, ora lo difenderà nella causa con Rocío Muñoz Morales sull’affidamento dei figli. «È semplicemente un modo, come tanti, per far cessare la diffusione dei video», si limita a dichiarare all'Adnkronos Michela Carlo, spiegando così le ragioni alla base della scelta dell’attore di depositare i marchi, la cui domanda è attualmente in fase di esame.