Da tormentone virale a brand per una linea di occhiali. Nonostante ad inizio agosto i legali di Raoul Bova avessero registrato il marchio “occhi spaccanti” all’Ufficio Brevetti, l’attore dovrà ora vedersela con lo scrittore bresciano Gabriele Picco che a sua volta ha depositato la frase virale – quella che l’attore pronunciava nel messaggio vocale alla modella Martina Ceretti – con l’intenzione di utilizzarla per farla diventare una marca di occhiali. A rivelarlo è La Repubblica, secondo cui si potrebbe aprire un lungo contenzioso giudiziario e sarebbe l’ennesimo fronte aperto per Bova, proprio mentre proseguono le indagini sul ricatto di cui sarebbe stato vittima nei mesi scorsi.
RAOUL BOVA E IL CONTENZIOSO CON UNO SCRITTORE PER “OCCHI SPACCANTI” – Piccolo ma indispensabile passo indietro. Per bloccare la diffusione illecita del contenuto degli audio presi dal messaggio vocale inviato da Raoul Bova a Martina Ceretti i legali dell’attore protagonista di Don Matteo hanno depositato all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi le frasi “incriminate”, in particolare “Buongiorno essere speciale, dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti” e la formula “occhi spaccanti”. “Se otterremo il via libera quelle frasi non potranno essere utilizzate senza il permesso di Raoul altrimenti si andrà incontro a sanzioni”, aveva spiegato l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, l’ex suocera e legale di Bova. Poche settimane dopo, però, lo scrittore bresciano Gabriele Picco avrebbe a sua volta depositato la frase “occhi spaccanti” ma con un altro obiettivo: trasformarlo in un marchio. Una situazione che ora costringerà l’Ufficio Marchi e Brevetti a prendere una decisione.






