La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, arriva oggi a Torino. Ma all’Italian Tech Week l’Europa e il suo ecosistema tecnologico sono già al centro del dibattito, tra ambizioni e speranze di replicare anche nel Vecchio Continente il successo delle aziende statunitensi, soprattutto quelle cresciute in California, a pochi chilometri da San Francisco.

«Non dobbiamo però ricreare una Silicon Valley in Europa», ha sottolineato Niklas Zennström, ospite di punta della seconda giornata della conferenza organizzata da Vento ed Exor Ventures con la collaborazione del Gruppo Editoriale GEDI, che ogni anno riunisce a Torino startup e venture capitalist da tutto il mondo.

«Dobbiamo piuttosto valorizzare i nostri punti di forza: la varietà di culture ed esperienze dei Paesi europei. Certo, questa diversità rende più difficile scalare un’azienda, viste le differenze normative, ma rappresenta anche un grande vantaggio competitivo». Zennström, nato in Svezia nel 1966, incarna la prova che l’Europa può competere nell’innovazione di Stati Uniti e Cina. Nel 2003, insieme al danese Janus Friis e a un gruppo di programmatori estoni tra cui Jaan Tallinn, ha co-fondato Skype, il software peer-to-peer che ha rivoluzionato le telecomunicazioni permettendo di telefonare gratis via internet. Due anni dopo eBay ha riconosciuto il valore di un’innovazione tutta europea, acquisendo Skype per 2,6 miliardi di dollari. Da founder di successo, Zennström si è trasformato in investitore: nel 2006 ha fondato Atomico, il venture capital londinese di cui è ancora oggi amministratore delegato.