È una festa diffusa, un meraviglioso racconto: l'edizione 2025 delle Giornate Fai d'Autunno s'apre in un periodo e in un pianeta in cui un evento culturale che promuove la gioia legata alla fruizione del Bello rischia di stridere come una stonatura. Ma c'è chi, parafrasando Dostoevskij, ricorda che «la cultura salverà il mondo» contrapponendosi a odio e violenza. E chi, come il presidente del Fondo per l'Ambiente italiano, Marco Magnifico, confida nel valore terapeutico della ripetitività. Come quella espressa, appunto, da un evento che si replica, in fondo sempre uguale a se stesso, da 14 anni: «Ciò che consente alle Giornate Fai di non generare assuefazione è una sorta di alleanza esemplare tra cittadini virtuosi: quelli che hanno una sincera voglia di capire, conoscere, la storia e le vicende del nostro straordinario Paese e i loro concittadini - in questo caso le migliaia di nostri volontari, che tali proposte immaginano e offrono perché possano essere il contenuto di una variegata offerta culturale. Un patto, virtuoso insomma, tra chi chiede e chi dà che consente a un evento di essere sempre nuovo e desiderato. Non risolve, certo, i problemi del mondo, ma ci ridà un po' di speranza verso la possibilità d'una convivenza civile». Anche quest'anno saranno, come sempre, oltre un milione gli «artenauti» che l'11 e 12 ottobre, visiteranno i 700 beni straordinariamente aperti in 350 città. L'offerta proposta da Daniela Bruno, direttrice culturale della Fondazione, è un rutilante carosello che spazia da dimore e palazzi storici, siti di archeologia industriale, chiese, parchi, aree militari per comprendere anche sedi istituzionali, collezioni d'arte, teatri, borghi, esempi iconici dell'architettura contemporanea, «Luoghi dell'anima» spesso insoliti e curiosi. A Roma (solo il 12 ottobre, su prenotazione) aprirà le porte il Palazzo del Viminale, sede del ministero dell'Interno, costruito nel 1922 per volere di Giovanni Giolitti, con le sue sale e i suoi corridoi affrescati. E, ancora nella capitale (sempre su prenotazione e ingresso riservato agli iscritti Fai) verranno svelati i segreti della Fontana di Trevi mostrando ai visitatori le camere di manovra e il sistema idraulico. Milano offre al pubblico le meraviglie di Palazzo Litta, la spettacolare vista che si gode dal piano panoramico della Torre Gioia 22 oltre alla scenografica linearità di uno dei capisaldi dell'architettura moderna: il palazzo Mondadori di Segrate ideato dall'architetto Oscar Niemeyer. A Torino, per la prima volta si potrà entrare nel Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica con i tecnici che prenderanno le impronte digitali di chi vorrà e spiegheranno come si articola il lavoro della Scientifica non solo in ambito investigativo, ma anche in quello museale con lo studio, per esempio, delle mummie del Museo Egizio. Ancora nel capoluogo piemontese, sarà possibile addentrarsi nell'ex carcere Le Nuove muovendosi tra i bracci simmetrici che conducono alle 648 celle. Spostandosi di pochi chilometri, a Collegno, il Fai condurrà i visitatori nel principale impianto di smaltimento di rifiuti speciali di Barricalla, esempio virtuoso a livello europeo per standard di sicurezza, mentre a Villarbasse si potrà scoprire l'acquedotto Smat, grande opera ingegneristica edificata per volere di Carlo Felice di Savoia. Napoli apre al pubblico, tra l'altro, l'ex Stabilimento Italsider di Bagnoli dismesso nel 1992 e, oggi, al centro di un colossale progetto di rigenerazione e valorizzazione. A Firenze sarà visitabile per la prima volta la sede Rai: tra le curiosità proposte, la <stanza dei rumori> dove si creavano gli effetti sonori prima dell'avvento del digitale. La storia, le tecnologie e le attività di monitoraggio dell'Etna saranno al centro dell'apertura dell'Osservatorio Etneo dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Restando in Sicilia, a Palermo sarà possibile ammirare l'Oratorio dei Bianchi e, a Messina, la fortificazione cinquecentesca della Lanterna del Montorsoli . Il caleidoscopio dei 700 itinerari Fai offre inviti d'ogni tipo: a Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale con gli affreschi del Guarama; a Padova il Gabinetto di Lettura; a Bologna la «doppia anima» di Villa Guastavillani, antica residenza nobiliare e oggi sede della Bologna Business School . La storia sa colorarsi anche di aspetti intimi e familiari: sono quelli che scopriremo entrando per la prima volta nella Villa Verdi di Sant'Agata di Villanova sull'Arda nel Piacentino acquisita dallo Stato nel dicembre 2024. Qui il Maestri compose opere come La Forza del destino, Don Carlos, Aida, Otello, Falstaff. Sono le stanze in cui visse per 50 anni con la seconda moglie Giuseppina Strepponi: tutto è rimasto immutato, dagli arredi alle foto, dagli effetti personali ai rustici con le carrozze. E' stata ricostruita con i mobili originali anche la camera del Gran Hotel et de Milan dove il compositore amava soggiornare e dove spirò nel 1901.