L’ecosistema delle startup italiane è ancorato nella terra di mezzo, anche se avrebbe tutto il potenziale per compiere un balzo in avanti, magari sfruttando le opportunità offerte da EU Inc – la nuova struttura societaria unica e armonizzata che a breve potrebbe entrare a far parte del Programma di Lavoro della Commissione Ue. Ne è convinto Yoram Wijngaarde, fondatore di Dealroom.co, una delle piattaforme leader nella fornitura di dati e informazioni su startup, scale-up ed ecosistemi tecnologici di portata globale. “Il dato positivo è che gli investimenti venture capital nelle startup italiane quest’anno supereranno il miliardo di euro, nonostante l’assenza di mega round. Un tempo sembrava eclatante, adesso ci siamo abituati”, ha sottolineato Wijngaarde oggi dal palco della Tech Week 2025 di Torino.
I dati confermano anche che gli investimenti venture capital previsti per le prime fasi di avvio delle startup ormai si concentrano soprattutto nei segmenti di intelligenza artificiale (84 mln di dollari), climate tech (48 mln) e biotecnologia (41 mln); al fondo della classifica agritech (19 mln), pagamenti (17 mln) e sensoristica e tecnologia autonoma (16 mln). Invece se considera il cosiddetto fronte del “breakout capital”, ovvero quel tipo di finanziamento per le aziende che hanno già superato la fase di startup, raggiungendo una forte crescita e scalabilità, la leadership è del climate tech (97 mln), seguito da IA (77 mln) ed energia pulita (58 mln). Al fondo della classifica le piattaforme di mobilità (22 mln), la produzione dei veicoli (22 mln) e cosiddetta economia circolare (17 mln).







