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Michela Nicolussi Moro
L’ex poliziotto: «La mia condanna studiata a tavolino, tanti sapevano»
È attesa tra il 7 e il 9 ottobre la perizia che potrebbe imprimere una svolta all’inchiesta bis su Unabomber, aperta il 21 novembre 2022 dalla Procura di Trieste anche su richiesta di due delle vittime, Francesca Girardi e Greta Momesso. Il lavoro dei tecnici potrebbe dare un volto all’attentatore che dal 1994 al 2007 terrorizzò Friuli e Veneto con 34 colpi, ferendo e mutilando soprattutto anziani e bambini.
Le nuove tecniche scientifiche hanno permesso il prelievo di tracce di Dna da reperti relativi alle esplosioni avvenute tra il 1994 e il 1996 e fra il 2000 e il 2007 tra Pordenone, Udine, Treviso e Venezia. Il comandante del Ris di Parma, Giampietro Lago, e l’antropologa molecolare professoressa Elena Pilli, consulenti del gip di Trieste, Luigi Dainotti, avrebbero prelevato frammenti genetici da peli scoperti su una bomboletta di stelle filanti, su un uovo-bomba e su un tubo-bomba; da saliva trovata sul nastro isolante usato per chiudere altri ordigni e da altre tracce isolate su rilievi dattiloscopici, un inginocchiatoio, una scatoletta di sgombro, un congegno nascosto sotto la sella di una bici e su una bottiglia di Coca Cola. Da due anni e mezzo li stanno confrontando con il Dna di 11 indagati (tra cui ancora Elvo Zornitta, l’ingegnere di Azzano Decimo al centro della prima inchiesta) e di 34 soggetti non indagati.










