«Mi vergogno di essere stata così ingenua, di avergli creduto, di avergli affidato tutto». A parlare è una delle tante persone che oggi – in forma anonima, con voce rotta o con messaggi scritti – stanno provando a raccontare cosa è accaduto. L’imbarazzo e la paura sono sentimenti ricorrenti fra quanti si sono affidati a Massimo Diotti, consulente finanziario albese sotto inchiesta per presunte distrazioni di fondi che – sommandosi – supererebbero i venti milioni di euro. Diotti è stato interrogato dal gip del tribunale di Asti: la Procura ha disposto gli arresti domiciliari nella sua abitazione in Langa, mentre sono stati sequestrati immobili, fondi e quote societarie per circa due milioni di euro. Sono al vaglio anche altri nomi e società riconducibili all’uomo. "Ti faceva sentire speciale” Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Asti, le denunce formali presentate sono una ventina, ma il numero delle persone coinvolte potrebbe essere molto più alto. Il meccanismo che emerge dai racconti è quasi sempre lo stesso: il progressivo consolidarsi di un rapporto di fiducia, poi, poco per volta, l’accesso ai conti correnti, la gestione «in nome e per conto», le firme su documenti che nessuno davvero comprendeva, gli assegni intestati ad altri soggetti, i movimenti giustificati con spiegazioni sempre pronte. «Era molto bravo a parlare - racconta una signora -. Ti faceva sentire speciale. Diceva che i tuoi soldi li metteva in investimenti sicuri, che era tutto sotto controllo. Mi ha perfino detto che stava aiutando un cliente malato di tumore». «Ci siamo affidati a lui perché era stato cliente della nostra attività – racconta un’altra donna –. In pochi mesi mi sono accorta che qualcosa non andava, e riuscendo ad accedere all’home banking del mio conto ho scoperto gli ammanchi e un bonifico di decine di migliaia di euro verso una concessionaria d’auto dove io non ero mai stata».
Il broker albese e quelle truffe da 20 milioni. Le vittime: “Ci vergogniamo di tanta ingenuità”
Il consulente è agli arresti domiciliari: ci sono venti denunce, ma gli inquirenti sospettano che i raggirati potrebbero essere molti di più







