Baraa Helmaid, un giovane palestinese fuggito da Gaza e affetto da una grave malattia infiammatoria intestinale, deve essere curato. E tutta la comunità di Castellana Grotte è pronta a farlo: ma il ragazzo è bloccato in Egitto, non riesce a partire per Roma, e “la sua malattia non può attendere”. L’Irccs Saverio de Belli ha lanciato nella mattina di oggi, mercoledì 1 ottobre, un appello alle istituzioni, ripercorrendo tutti i passi già compiuti per far sì che la struttura possa prendersi cura del giovane.
Il dottor Mauro Mastronardi, direttore IBD del De Bellis, ha valutato la documentazione medica, confermando l’urgenza delle cure. Il direttore sanitario, Roberto Di Paola, ha predisposto il documento di accoglienza. E il dottor Pierfrancesco Di Masi ha chiesto supporto al Comune di Castellana Grotte, che ha subito garantito l’ospitalità per Baraa e le sue sorelle, Rawan e Bodour. È stato proprio Di Masi a raccontare la loro storia sui social: i tre sono fuggiti miracolosamente attraverso il varco di Rafah.
Lui affetto da Ibd (malattia infiammatoria cronica intestinale) con rettocolite ulcerosa (rcu) e le sorelle che “lo assistono amorevolmente”. “Indivisibili - spiega Di Masi - insieme a mia figlia Francesca e a mio figlio Michele abbiamo avviato il percorso per portarli in Italia. Sembrava facile perché sono in Egitto. E invece, porte aperte e porte inspiegabilmente chiuse”. La catena di solidarietà si è messa in moto, visto che “qui solidarietà fa rima con la sensibilità”. In 48 ore tutto era pronto: cure, accoglienza e documenti. Ma Baraa e le sue sorelle sono ancora fermi al Cairo.









